"L'Apparita" Toscana IGT Castello di Ama 2017 Astucciato
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"L'Apparita" Toscana IGT Castello di Ama 2017 Astucciato

Castello di Ama

Caratteristiche

Tipologia
Tipologia
Provenienza
Provenienza
Toscana
Denominazione
Denominazione
Toscana IGT
Uve
Uve
Merlot 100%
Filosofia
Filosofia produttiva
Tradizionali
Affinamento
Affinamento
in botte di legno piccola (barrique) per 18 mesi
Annata
Annata
2017
Grado Alcolico
Grado Alcolico
13.5%
Formato
Formato
Bottiglia 75 cl - con confezione
Codice Vinopuro
Codice Vinopuro
VP020069
  • Disponibilità immediata
€ 199,00

Ordina entro per riceverlo martedì 27/07/2021

Premi e Riconoscimenti

AIS "Vitae"
2017
4/4
Robert Parker
2016
99/100
James Suckling
2016
97/100
Bibenda
2016
4/5
Wine Spectator
2016
94/100

I consigli di Vinopuro

Bicchiere Consigliato
Bicchiere
Calice ampio
Bicchiere
E’ il calice perfetto per i vini rossi di buona struttura e intensità; questa tipologia di vino necessita senz’altro di “aprirsi” (ovvero di sviluppare al meglio il proprio corredo aromatico, intenso e complesso) e questo è reso possibile dal contatto con l’ossigeno (ossigenazione) che, appunto, risulta facilitato dalle generose dimensioni del calice.
Temperatura
Temperatura
18-20 °C
Longevità
Longevità
Questo vino è già pronto per essere degustato ora, con grande soddisfazione; ha comunque qualità che gli permettono di evolversi e affinarsi nel tempo, correttamente conservato, per almeno altri 2-3 anni.
Abbinamenti
Abbinamenti
Carne arrosto-grigliata, Carne rossa in umido, Selvaggina

Descrizione

L’Apparita non ha bisogno di presentazioni. Primo Merlot in purezza prodotto in Toscana, è diventato fin da subito (prima annata, il 1985) un vino culto a livello mondiale, insignito nelle varie annate, di premi e riconoscimenti internazionali. Quest'annata, la 2016 specificatamente, ha recentemente conseguito i 100 PUNTI da ANTONIO GALLONI, giornalista e critico enoico americano (origini italiane) di fama mondiale. Sappiamo che per fare un grande vino ci vogliono grandi uve e queste ci sono e vengono coltivate sulla sommità del Vigneto Bellavista, ad una altitudine di 490 metri s.l.m., dove si apre la vigna L’Apparita, un vero e proprio Cru (come direbbero i francesi) per poco meno di 4 ettari. Il terreno calcareo, particolarmente ricco di argilla, e l'esposizione favorevole fanno di questo piccolo agro un gioiello dell’enologia mondiale. La parte agronomica è seguita maniacalmente e la data di vendemmia è stata stabilita dopo numerose campionature analizzate organoletticamente in vigna e in laboratorio. La raccolta è avvenuta in modo rigorosamente manuale, in cassette da 10/12 kg (per preservare l'integrità degli acini) che sono poi passate su un "tavolo di scelta" per un'ulteriore selezione. La fermentazione è indotta da lieviti indigeni in vasche di acciaio a temperatura controllata tra i 30° e i 33°C, con rimontaggi manuali e una permanenza complessiva (cuvaison) pari a 25 giorni. Dopo la svinatura, il vino è passato in barriques per effettuare la fermentazione malolattica che conferisce, tradizionalmente, più stabilità (per l'invecchiamento) e anche più rotondità al vino. Affinamento: al termine della fermentazione malolatttica, il vino è ritornato in barriques di rovere a grana fine per il 50% nuove e per il resto di "secondo passaggio", per circa 18 mesi. Nel calice si presenta color rubino intenso e profondo. Il quadro olfattivo offre sensazioni floreali di ginepro, piccoli frutti rossi maturi e sentori speziati dolci. All’assaggio si rivela elegante, avvolgente e fresco, dal finale persistente. Intensità e finezza, con prospettive di longevità veramente a lungo termine. Uno spettacolo!

Scheda del Sommelier

Colore Colore
Rosso rubino intenso.
Profumo Profumo
con sentori di ciliegia e rosa.
Gusto Gusto
compatto, corposo, elegante, intenso, morbido e con tannini gradevoli.

Produttore "Castello di Ama"

Castello di Ama

La storia del Castello di Ama, produttore di vini di eccellenza, ha inizio addirittura nel settecento, epoca in cui era già stato segnalato come il "miglior luogo del Chianti per i vini" dal granduca Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena, in visita nella zona nel 1773! E una targa, in azienda, ricorda queste parole di ammirazione. E questa storia prosegue negli anni settanta per opera di di Tomaso Carini che inizia una nuova avventura rivolta alla produzione enologic...

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