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    Franciacorta

    Franciacorta è lo spumante Metodo Classico o Champenoise per eccellenza in Italia. La zona di produzione del Franciacorta è una piccola area tra Brescia e Bergamo, ai piedi del lago d’Iseo (di cui beneficia delle dolci brezze) nata, a livello di spumantistica, negli anni 60. Terreni e microclima perfetti per coltivare uve da spumantizzare, richiamando il modello francese della Champagne: parte così l’avventura franciacortina che oggi conta oltre 120 produttori e ha raggiunto, dopo 40 anni, livelli qualitativi di eccellenza assoluta. Viene spesso spontanea la domanda: meglio un Franciacorta docg oppure uno Champagne? Ma la domanda è mal posta: sono prodotti e situazioni così diverse che il paragone non si può fare e, a nostro giudizio, non si deve fare. Sono eccellenze di tradizioni e territori così diversi... Comunque, a Voi, gli assaggi e…l’ardua sentenza!

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    Quando parliamo di Franciacorta, ci collochiamo a sud del lago d'Iseo, in provincia di Brescia: è qui che nascono le grandi bollicine Italiane.

    Qui la coltivazione della vite risulta praticata sin dall’epoca dei Romani. Questa terra ha una lunga vocazione vinicola certamente favorita dalla sua fertilità, originata, a sua volta, dall'azione erosiva prodotta dai ghiacciai, con la conseguente presenza di materiale morenico (materiale cioè trasportato e depositato da un ghiacciaio). Inoltre, la ghiaia presente nel terreno, concede un sano equilibrio idrico, permettendo alle radici delle viti di crescere in maniera ottimale, in profondità. 

    Le colline disseminate di vigneti, i piccoli borghi, i monasteri, le ville nobili del 700, i musei e i castelli completano il paesaggio incantevole della Franciacorta, dove trovano luogo anche le torbiere, ulteriore testimonianza risalente all'ultima glaciazione. 

    Questa terra, da molti anni, sta facendo parlare di sé, in tutto il mondo, per le sue pregiate bollicine e che prendono il nome proprio di Franciacorta DOCG. Oggi le nobili bolle della Franciacorta appartengono, certamente, al ristretto gruppo dei vini d'eccellenza del mondo, un notevole successo ottenuto con caparbietà e serietà in un tempo relativamente breve, poco meno di 50 anni. Il percorso dei produttori di Franciacorta è un brillante esempio di come la serietà e la passione condivisa, con l'obiettivo comune di sviluppare tutto il distretto, abbia consentito di raggiungere livelli elevatissimi in poco tempo. Tuttavia è bene ricordare che lo stile di vinificazione recente della Franciacorta non ha nessun legame con gli storici vini frizzanti del passato: si è trattato, circa 50 anni fa, di introdurre nel territorio, il famoso Metodo Champenoise (in Italia, metodo Classico), proveniente dalla regione della Champagne, a seguito del grande successo delle bollicine d'oltralpe.

    Tutto nasce alla fine degli anni 50, quando un giovane enologo, Franco Ziliani, conduce i primi esperimenti nelle celebri cantine di Guido Berlucchi. Nel 1958, Ziliani, oggi ritenuto il padre putativo della Franciacorta, dopo lunghi tentativi, inizia a produrre interessanti vini spumanti con il Metodo Champenoise, senza mai essere stato nella regione della Champagne, in Francia! Questo aspetto, singolare, non può non evocare il ricordo di Gianluigi Bonelli, padre nobile del fumetto italiano e di Tex Willer, che creò anch'egli, ex novo, un personaggio del Far West statunitense, senza avervi mai messo piede! 

    Sulla base di un vino tranquillo prodotto da Guido Berlucchi, Ziliani decide di impiegare il Pinot Bianco per il suo spumante e ben presto quel vino, lo spumante "Pinot della Franciacorta", prodotto nelle versioni “bianco” e “rosé”, raggiungerà un ottimo successo in tutta Italia. Negli anni 1970, la fama di questo vino, convince altri produttori della zona ad intraprendere la via della spumantizzazione. Nasce così il distretto della Franciacorta. Arriva, nel 1967, la Denominazione di Origine Controllata (DOC) che successivamente diventerà Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG).

    Secondo il rigido disciplinare della Franciacorta, tutti gli spumanti sono quindi prodotti secondo il metodo Classico (o Champenoise), inoltre nelle etichette non può essere menzionato né il generico termine spumante, né riferimenti al metodo di produzione, come metodo Classico o metodo Tradizionale. Pertanto il questo spumante deve essere chiamato, anche per legge, solo ed esclusivamente Franciacorta DOCG, senza altre definizioni.

    Il Franciacorta DOCG può essere prodotto sia senza annata (in etichetta), sia “Millesimato” (ovvero con la data della vendemmia in etichetta), sia nella versione "bianco" che "rosé"; inoltre, esiste anche una versione Satèn, tipologia prodotta solo in questo territorio, caratterizzata da una minore pressione delle bollicine nella bottiglia. Da notare che il Satèn,  ottenuto esclusivamente con le uve a bacca bianca Chardonnay e Pinot Bianco, è prodotto unicamente nella versione Brut. La produzione del Franciacorta DOCG inizia con la preparazione del vino base, o “Cuvée”. Le uve ammesse per la produzione sono 3, di cui 2 a bacca bianca, Chardonnay e Pinot Bianco, e una a bacca nera, il Pinot Nero. Queste uve possono entrare nella composizione del vino base in percentuali diverse a seconda della tipologia. La produzione del vino base da uve Pinot Nero è svolta in "bianco", cioè evitando il contatto con le bucce, mentre nei vini “rosé” si provvede alla macerazione sulle bucce, secondo le qualità organolettiche desiderate dal produttore. Al vino base si aggiunge la cosiddetta "liqueur de tirage", una mistura di zuccheri e lieviti con lo scopo di attivare la

    seconda fermentazione in bottiglia, con la conseguente generazione di anidride carbonica, ovvero le bollicine. È curioso sapere che 4 grammi di zucchero aggiunto ad un litro di vino base generano la pressione di 1 atmosfera, pertanto la quantità solitamente impiegata è di 24 grammi, in modo da ottenere la tradizionale pressione (in bottiglia) di 6 atmosfere. Si sottrae a questa regola il Franciacorta Satèn, la cui pressione non può mai superare le 4,5 atmosfere. Al termine della fermentazione, i lieviti si depositano sulla parete della bottiglia, lasciata in posizione orizzontale, e inizia il periodo di maturazione "sur lie", cioè sui lieviti. Per i Franciacorta senza annata, il periodo minimo di affinamento sui lieviti è di 18 mesi, mentre per i Franciacorta millesimati è di 30 mesi, periodi che - generalmente - sono ulteriormente allungati in modo da conferire maggiore complessità e struttura al vino. Durante questo periodo i lieviti, attraverso un processo detto autolisi, si disgregano e cedono al vino i loro aromi e sapori, conferendo quindi al Franciacorta una maggiore complessità e finezza. Trascorso il tempo di maturazione predefinito, è opportuno rimuovere il sedimento dei lieviti da ogni singola bottiglia. Per fare questo, le bottiglie sono collocate, con il collo in giù, in cavalletti di legno dette “pupitres”, dove inizierà il paziente lavoro del "remuage", la famosa operazione di scuotimento e rotazione della bottiglia che avrà lo scopo di spingere il sedimento verso il collo della bottiglia, per poi essere definitivamente eliminato. Al termine del "remuage", quando le bottiglie assumono, nelle pupitres, la posizione verticale, il sedimento è ora pronto per essere rimosso. A questo punto, il collo della singola bottiglia viene immerso in una soluzione liquida, ad una temperatura di circa -20°C, con lo scopo di congelare rapidamente il sedimento e quindi solidificarlo. L'operazione successiva, detta "sboccatura" o "dègorgement", e che consente l'eliminazione del sedimento, consiste nella stappatura della bottiglia, agevolata dalla pressione interna che provvederà a espellere il “tappo” congelato di lieviti esausti, assicurando inoltre una perdita di vino molto limitata e lasciando lo spumante perfettamente limpido. A questo punto, le bottiglie sono ricolmate con una mistura particolare, detta "liqueur d'expedition" (o dosaggio) che ha l'ulteriore scopo di conferire la giusta "dolcezza" al vino, in accordo allo stile scelto. Il dosaggio è generalmente composto dallo stesso vino, o anche vino maturato a lungo, a cui si aggiunge zucchero: una ricetta segreta per ogni produttore che conferisce ad ognuno il tipico stile. In relazione alla quantità di zucchero aggiunto al dosaggio, si ottengono le tipologie Pas Dosè, Extra Brut, Brut, Extra Dry, Dry, Sec o Demi-Sec. A questo punto, le bottiglie sono chiuse con il tipico tappo di sughero e la gabbietta, pronte per la commercializzazione.

    Caratteristiche organolettiche

    Il Franciacorta DOCG può presentare caratteristiche sensibilmente diverse da una tipologia all'altra, poiché il disciplinare lascia ampia discrezionalità sulle uve da utilizzare e le relative percentuali. In linea di massima, però, lo spumante ha un colore brillante, paglierino chiaro con bagliori lucenti e possibili riflessi verdolini; perlage finissimo, persistente, con spuma ricca. Il profumo è intenso e comprende sentori di frutti bianchi, note erbacee, ma anche di crosta di pane e lieviti. Al gusto è secco, sapido, fine, armonico.

    Abbinamenti e temperatura di servizio

    Il Franciacorta DOCG va servito alla temperatura di 6-8°C. Per quanto riguarda l'abbinamento possiamo distinguere le 3 tipologie: Bianco, Rosè, Saten.

    La varietà Bianco, non millesimato, si destina agli aperitivi, ai piatti di apertura a base di pesce, ai primi piatti delicati, ai secondi piatti soprattutto a base di verdure o pesce.

    Il Franciacorta Rosè è in genere più corposo ed è adatto ad accompagnare pesci saporiti, verdure molto sapide e carni bianche.

    I Satèn, invece, sono perfetti per insalate di pesce, carpaccio di pesce e frutti di mare crudi o variamente cucinati.

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